ATHENA RACCONTA: ELIANA SALVI

Questa settimana abbiamo incontrato Eliana Salvi, imprenditrice cofondatrice della start up COSMIC; in seguito ad aver spaziato in vari ambiti lavorativi, ha deciso di assecondare la propria passione per il mondo digitale, arrivando ad essere un vero e proprio punto di riferimento per le realtà intenzionate a migliorare la propria comunicazione attraverso video brevi. Buona lettura!

Ti chiediamo di presentarti brevemente e di spiegarci di cosa ti occupi. 

Mi chiamo Eliana, ho 37 anni, sono nata ad Ascoli Piceno ma vivo a Milano da diversi anni. Da un mese sono tornata all’imprenditoria, ho aperto una società che si chiama COSMIC, un’agenzia focalizzata su TikTok e nel dare idee creative, produrre ed erogare video brevi su tutte le piattaforme che li supportano.

Hai sempre avuto questa passione per il mondo digital? Com’è nata? Avevi altri sogni e ispirazioni? 

Non erano nei miei piani né il mondo digital né l’imprenditoria. Vengo da una famiglia molto semplice, nessuno è imprenditore. Prima di scoprire il mondo del digitale ho fatto altre esperienze lavorative, inizialmente come PR per Luxottica e poi nell’ambito della corporate finance per British American Tobacco per cui, in particolare, ho avuto l’occasione di girare diversi paesi, come la Grecia, l’Olanda, l’Inghilterra e la Danimarca. Per questo motivo, trovandomi spesso da sola a viaggiare sia per motivi personali che lavorativi, ho provato a conciliare questa condizione con una crescente passione per il mondo digital. Il mio obiettivo era quello di creare una community che unisse tutte le donne che, per un motivo o per un altro, si trovavano a viaggiare da sole, permettendo loro di trovare compagne di viaggio o persone locali che potessero aiutarle in caso di necessità. 

Per questo motivo ho creato Pinktrotters, quasi da zero e senza aver alcun tipo di knowledge, mi sono formata con il tempo. All’epoca avevo 30 anni, avevo appena lasciato il mio lavoro e non avevo alcuna idea di quello che mi aspettava, ammetto di essere stata molto coraggiosa ma anche sprovveduta. Ci ho lavorato per quattro anni full-time, tra gioie e difficoltà. È una storia che racconto più dettagliatamente in un libro che raccoglie tutto ciò che mi è successo in questi ultimi anni. Il titolo è “From Pink to Black and Back” ed è acquistabile su Bookabook.it

Dopo aver chiuso la società, sono tornata a lavorare come dipendente perché volevo formarmi e avevo bisogno di ritrovare una mia stabilità economica. Ho lavorato per BCG, Teads e per TikTok come Luxury & Fashion Partnership Manager. È stato proprio grazie a quest’ultima qualifica che mi sono accorta di una mancanza abbastanza importante sul mercato, intuizione che mi ha portato a riprendere l’attività imprenditoriale. Fu così che lanciai COSMIC. 

Parliamo di COSMIC: com’è nata l’idea? Da dove deriva la scelta di focalizzarsi su video brevi? 

Deriva tutto dalla mia esperienza in TikTok, se non vi fossi entrata non avrei mai avuto questa intuizione. Credo che i brand abbiano bisogno di essere guidati dal punto di vista creativo e di condivisione dei contenuti, ed è esattamente il tipo di servizio che noi forniamo con COSMIC. Un servizio a 360 gradi incentrato sui video brevi, che sicuramente sono un grande trend che sta crescendo sempre di più. Così come TikTok, che è ormai da qualche anno l’app più scaricata al mondo. Si può dire che le opportunità siano tantissime, considerando che sempre più piattaforme stanno sfruttando questo trend introducendo i video brevi, avvalendosi della possibilità di comunicare messaggi in pochissimi secondi, in maniera efficace e moderna. 

Hai mai incontrato delle difficoltà durante tutto il tuo percorso? 

Si, molte. Nel libro le racconto molto bene: mi è capitato di passare da una situazione rosea a una piuttosto nera, in cui ho anche sofferto di depressione. Quando ci si dedica ad un progetto in cui si crede molto, si tende ad identificarsi così tanto in quello che si fa che poi, se il progetto va male, lo si considera un fallimento anche dal punto di vista personale. Ma non è così, credo che il fallimento faccia parte del percorso, e che da ogni brutta esperienza si possa solo imparare ed eventualmente arricchirsi. Non c’è successo senza fallimento, questa mentalità l’ho acquisita sbagliando. Sono sempre stata da sola in questo percorso imprenditoriale ed è stato molto difficile per me. Non trovare giusti soci, così come non trovare fondi economici sono stati tra i problemi principali. Nel mio libro li racconto tutti e dico anche come superarli nel caso qualche mio lettore dovesse mai trovarsi nella stessa situazione. 

Abbiamo notato che sui tuoi canali dici di focalizzarti principalmente sul fatto di aiutare altre donne a trasformare le loro idee in business. Volevo chiederti perché e se pensi che il mondo del lavoro oggi sia inclusivo nei confronti della figura femminile oppure no. 

Con molto piacere aiuto altre donne ad aprire un loro business, do consigli gratuitamente. Quando invece serve una consulenza più strutturata chiedo una quota relativa, ma non capita quasi mai. 

Il mondo del lavoro secondo me non è ancora completamente inclusivo nei confronti della figura femminile, non ci siamo ancora arrivati del tutto. Faccio un esempio: esiste una clubroom su Clubhouse in cui si riuniscono ragazzi, addetti ai lavori del mondo digital. Sono solo uomini, e non riesco a capirne il perché. 

Anche a noi ragazze piace fare “cose al femminile”, e lo posso capire, però credo che sul mondo del lavoro ci sia ancora tanta strada da fare. Allo stesso tempo, secondo me dovremmo essere anche un po’ noi donne ad alzare la voce, proporci e, soprattutto, supportarci tra di noi. 

Ti è mai capitato di trovarti in situazioni spiacevoli legate al fatto di essere donna?

Si, mi è capitato, soprattutto quando dovevo cercare investitori per i miei progetti e promuovere l’idea di Pinktrotters, incentrata sulla creazione di una community tutta al femminile. Siccome la maggior parte degli investitori erano uomini, spesso mi ritrovavo a dover spiegare loro un’idea che una donna avrebbe capito molto più facilmente, perché pensata proprio per lei. Mi è capitato anche che qualcuno dicesse “Queste donne si ritrovano per viaggiare, per fare turismo sessuale…”, travisando completamente quello che era l’obiettivo ultimo di Pinktrotters, ovvero il puro e sano divertimento al femminile finalizzato ad un networking di valore.

Se avessi la possibilità di dare un consiglio a una giovane donna, che si affaccia oggi per la prima volta al mondo del lavoro, cosa le diresti?

Le direi di non avere idee predefinite su quello che farà, e di non chiudere porte prima di averle esplorate. Lasciarsi ogni possibilità aperta, perché oggi il mondo del lavoro è così; bisogna essere flessibili e capaci di adattarsi ai cambiamenti, in quanto ogni anno nascono nuove figure professionali, nuove competenze e nuove opportunità. 

Io ho cambiato svariati ruoli, sono passata dall’essere consulente, commerciale, PR e così via. Ciò di cui sono certa è di non aver ancora finito. 

Hai un motto o una frase motivazionale che ti ha accompagnato in questi anni?

Si, ne ho due:

La prima è “Tentar non nuoce”, proprio perché è l’approccio della mia vita, nel senso che se si vuole raggiungere determinati obiettivi bisogna buttarsi, senza lasciarsi frenare dalla paura di fallire. 

La seconda è “Punta alla luna, mal che vada camminerai tra le stelle”, dove anche in questo caso bisogna essere sempre ambiziosi al di là di ciò che ci può sembrare possibile. 

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